Senza bisogno di ripercorrere nuovamente nel dettaglio la casistica esposta da Ulpiano (D.
Et generaliter haec actio locum habet,"ens contra naturam fera mota pauperiem dedit non solo per la collocazione in posizione iniziale del titolo.
Il Cannata 129 risolve, in questo caso, la questione della tipologia di azione concessa in luogo dellantico rimedio contro il danneggiamento da animali in modo unitario 130, attribuendo sia contro il conduttore incapace sia contro quello imprevidente una azione basata sulla legge Aquilia.Lesioni avvenute in spazi aperti al pubblico e responsabilità del dominus.Gaio, subito dopo aver citato a supporto per una questione affine il parere di Labeone, espone laconicamente la propria posizione in merito alla natura dei cani, ritenendola dissimile rispetto a quella dei pecudes.In una situazione di questo genere, dunque, il conduttore 48 (o il suo dominus ) si troverebbe in una condizione per cui levento lesivo si sarebbe verificato ad opera di una res compresa miglior prezzo tablet samsung 10 1 3g allinterno della propria sfera di influenza e responsabilità, senza che a lui.) Sed et si instigatu alterius fera damnum dederit, cessabit haec actio.In questa sede, a riprova della grande rilevanza che questa distinzione comporta nellordinamento, troviamo lindicazione di un termine tecnico, pauperies, con il quale è possibile descrivere la fattispecie di danneggiamento provocato da un animale che si comporti seguendo i propri impulsi naturali piuttosto che gli.Posto che il frammento si apre con lesplicita menzione della spiccata tendenza alla aggressività del cane, non sembra una ipotesi lontana dalla realtà il fatto che esso, in un ambiente affollato o rumoroso o comunque tale da indurlo in uno stato di agitazione immagino.In merito alla prassi, o forse all'obbligo, di tenere vincolati gli animali potenzialmente pericolosi, si potrebbe citare un ulteriore passo estrapolato sempre dalle Pauli Sententiae, il cui valore purtroppo risulta probabilmente scarso.(non per nulla entrambi i passi sono stati estrapolati dai compilatori dal diciottesimo libro del commento alleditto di Ulpiano) gli animali non sono imputabili di iniuria per mancanza delle doti di discernimento che possono comportare la prefigurazione delle conseguenze, legali e materiali, di un proprio.Se è immediatamente visibile una comunanza di situazione con l'azione aquiliana, appare del tutto dissimile limpulso che muove lordinamento alla reazione contro le fattispecie contemplate in questo edictum dagli edili.Pochi passi sono pervenuti da fonti tecniche a darci un'idea di quale dovesse essere il limite di queste attenzioni e, purtroppo, nulla di certo dicono sul periodo classico, poichè tratti dalla Lex Romana Burgundiorum dell'inizio del.Senza bisogno di far riferimento a particolare fantasia ed a interpretazioni forzatamente conservative, ma solamente ad una dose di concretezza, mi sembra possibile interpretare questa indicazione sul comportamento 'ferox' dell'animale, come del resto conclude Macqueron 101, come un riferimento all'attitudine del cane a compiere attivamente.Il passo, a prescindere da quale potesse essere l iter processuale adottabile, fa riferimento alla possibilità agire in giudizio in via alternativa in dominum vel custodem.Se devono essere infatti ritenuti validi i presupposti di applicabilità dellazione contro le pauperiae non si comprende, ancora una volta, come sia possibile riferire la soluzione giuridica ad un cane definito come feroce o terribile ( saevum ) 152.La prima presa di posizione, riferita a giuristi non meglio identificati, contiene la negazione dell'azione in oggetto nella situazione in cui il danneggiamento fosse stato provocato da un cane legato allinterno del negozio 102, per attribuirla invece nel caso in cui questo danno fosse stato.
) Ait praetor 'pauperiem fecisse'.

Sul fatto che vi sia stata una riconsiderazione del legittimato passivo non vi è dubbio alcuno, posto che il frammento è chiaro nellindividuare la responsabilità della lesione arrecata in capo al solo aizzatore dellanimale, unico soggetto cui sia attribuibile un comportamento doloso, mentre si profilano.
(Ulpianus 11.


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